La principale novità della riforma consiste nell'introduzione del credito formativo come unità di misura del lavoro di apprendimento dello studente. Tutta l'attività formativa (lezioni, studio individuale, seminari, laboratorio...) viene riportata al fattore tempo con l'obiettivo di non sottoporre lo studente a carichi di lavoro eccessivi evitando così di dilatare la durata degli studi. Sino ad oggi solo le ore di lezione in aula erano conteggiate, non veniva considerato lo studio individuale aggiuntivo alle ore di frequenza. 1 credito = 25 ore di lavoro di apprendimento Il lavoro di apprendimento svolto da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari in un anno è fissato in 60 crediti . Il numero di crediti necessari al conseguimento del titolo di studi, dipende dalla durata degli stessi. La riforma universitaria prevede una nuova articolazione dei titoli di studio: ![]() un primo livello di durata triennale, con l'obiettivo di ottenere un'adeguata padronanza di metodi e contenuti generali, nonché l'acquisizione di specifiche conoscenze professionali; il primo livello rilascia il seguente titolo di studio: Laurea Il numero di crediti necessari al conseguimento della laurea è 180 crediti = 3 (anni) x 60 (crediti) un secondo livello di durata biennale, con l'obiettivo di fornire una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici, a cui si accede dopo aver conseguito una laurea di primo livello, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero riconosciuto idoneo; il secondo livello rilascia il seguente titolo di studio: Laurea magistrale di secondo livello il numero di crediti necessari al conseguimento della laurea specialistica è: 120 crediti = 2 (anni) x 60 (crediti) I corsi di studio dello stesso livello sono raggruppati in classi. I criteri generali entro i quali le università esercitano la propria autonomia non sono indicati per singolo corso, ma per classi di appartenenza, cioè per raggruppamenti di corsi di studio. In altre parole tutti i Corsi di laurea e di Laurea specialistica che afferiscono a una determinata classe condividono gli obiettivi formativi qualificanti e le attività formative ma, in virtù dell'autonomia didattica conferita a ogni Ateneo, si differenziano tra loro per la denominazione, gli obiettivi formativi specifici, la scelta dettagliata delle attività formative e del relativo carico di lavoro espresso in crediti, ovviamente nel rispetto dei valori minimi fissati da decreti ministeriali. Le classi di studio delle Lauree di primo livello sono 42. Le classi di studio delle Lauree magistrali di secondo livello sono 104. (ricerca in http://www.miur.it). Altre novità significative introdotte dalla riforma universitaria:
Dopo la Laurea di primo livello si può accedere:
Dopo la Laurea magistrale si può accedere:
Diploma di Specializzazione: consente di acquisire conoscenze e abilità per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attività professionali . Dottorato di Ricerca: ha l'obiettivo di fornire le competenze necessarie per esercitare, nelle università, negli enti pubblici e privati, attività di ricerca di alta qualificazione. Vi si accede con la laurea specialistica oppure con altro titolo di studio conseguito all'estero e ritenuto idoneo. Corsi di perfezionamento: hanno l'obiettivo di favorire un processo di formazione permanente. Master di primo livello o di secondo livello: consente di acquisire conoscenze e abilità di carattere professionale, di livello tecnico-operativo o di livello progettuale. Il conseguimento del master universitario richiede l'acquisizione di almeno 60 crediti formativi universitari, oltre a quelli acquisiti per la laurea o la laurea specialistica che vi danno accesso. Accesso all'Università La riforma prevede che lo studente, accedendo a un corso di laurea di primo livello, può veder valutata la sua preparazione iniziale. Il decreto di riforma prevede infatti che chi non ha la preparazione adeguata si può iscrivere lo stesso ma deve recuperare i "debiti" formativi riscontrati da test di valutazione entro il primo anno, seguendo speciali programmi didattici integrativi predisposti dalle università. Tutti i Dipartimenti dell'Università degli studi di Bergamo mettono a disposizione sul sito internet prove di autovalutazione relative alle nozioni che si ritengono debbano essere note all'ingresso dei rispettivi corsi di laurea. L'accesso delle matricole a Ingegneria prevede un test obbligatorio, che si svolge nella prima settimana di settembre: la prova è effettuata in contemporanea e secondo le modalità seguite dalla maggior parte dei Dipartimenti di Ingegneria italiani. Ogni Dipartimento organizza corsi propedeutici al fine di raggiungere tali competenze di ingresso. Per accedere a un corso di laurea magistrale di secondo livello, oltre a possedere i requisiti curriculari, si richiede un'adeguata formazione personale verificata dall'Ateneo con modalità definite dalle strutture didattiche. |