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Laboratorio cartografico Diathesis

Ambiti di ricerca


Laboratorio cartografico Diathesis
Responsabile: Emanuela Casti

Il Laboratorio cartografico Diathesis è un atelier di elaborazione cartografica che indaga la Terra in una prospettiva reticolare e transcalare propria della mondializzazione: il sistema-Mondo è assunto quale protagonista di dinamiche globali che si declinano localmente producendo luoghi plurimi e complessi. Tale prospettiva rimette in gioco l'ordinamento e le qualità descrittive del territorio e con essi la necessità di sperimentare nuove rappresentazioni cartografiche. È questa la ragione per la quale il laboratorio è stato denominato diathesis: con la duttilità della lingua greca, infatti, il nome, che indica la "descrizione geografica" straboniana, riunisce in sé le accezioni di "organizzazione" (disposizione, ordinamento) e di "idea" (concetto, qualità), che rende il senso di una rappresentazione geografica delle complessità sociali. Non guasta, inoltre, che la preposizione "δια" indichi moto, attraversamento e causalità, caratteristiche inscindibili della mondializzazione.


La ricerca

Le indagini, condotte in ambito teorico e applicate a contesti territoriali multipli (da quelli rurali africani a quelli urbani europei), vertono su alcuni specifici ambiti e precisamente:

  • la riflessione sul ruolo assunto dalla cartografia nella contemporaneità: quello di operatore simbolico in grado di promuovere la governance nella pianificazione territoriale. Recuperando le spazialità prodotte dall'uso dei GIS, la carta, liberata dall'impianto cartesiano e dalla logica euclidea, è terreno di sperimentazione per la creazione di modelli di restituzione cartografica basati sulla soggettività e su distanze topologiche. Si recuperano - a scale diverse e con sistemi bi- e tri-dimensionali - la pluralità degli attori (cartografia partecipativa), il senso sociale dei luoghi (cartografia del paesaggio), la processualità territoriale (cartografia del movimento) e la capitalizzazione (cartografia interattiva e multimediale)
  • la partecipazione: si tratta di una prospettiva di studio che indaga le tecniche per attuare una governance ed è capace di rapportarsi alla mondializzazione trovando le proprie risorse in una dimensione comunitaria locale. Essa è strettamente connessa col nuovo significato assunto dalla cittadinanza quale espressione di appartenenza nei territori in rete. Gli ambiti territoriali riguardano sia il contesto nazionale italiano che quello di alcuni Paesi in via di sviluppo (Africa occidentale)
  • il movimento: il tema concerne l'analisi geografica e la rappresentazione cartografica della mobilità in tutte le sue forme, dalle migrazioni alle diaspore, al turismo. Per esempio è stato indagato il sistema migratorio bergamasco prevedendo - oltre all'analisi di dati statistici prodotti ai livelli locale, nazionale ed europeo - delle indagini di terreno finalizzate allo studio dell'organizzazione territoriale e delle strutture associative dei gruppi immigrati. I risultati, resi mediante una cartografia bi- e tri-dimensionale, sono stati pubblicati nella collana "Atlante", propria del Laboratorio
  • la conservazione ambientale e la valorizzazione del paesaggio: costituisce l'ambito di ricerca che si avvale di una metodologia di ricerca - la Strategia SIGAP - articolata in quattro fasi modulari ed avente l'obiettivo di indagare l'organizzazione territoriale e i valori sociali delle popolazioni che vivono nelle periferie delle aree protette. Si producono strumenti per la pianificazione ambientale e la valorizzazione del paesaggio, realizzati mediante sistemi cartografici partecipativi. Il contesto di applicazione è quello africano e precisamente: le aree protette del Marocco e quelle del Benin, del Burkina Faso e del Niger.

Le ricerche vengono effettuate mediante collaborazioni con diversi enti e organismi pubblici e privati a livello locale, nazionale e internazionale.