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Il 26 e 27 novembre un summit di esperti europei sulle autostrade

Il 26 e 27 novembre si riuniranno a Bergamo una quarantina di accademici ed esperti, provenienti da tutta Europa, per discutere sulle prospettive degli investimenti stradali e della regolamentazione del traffico in Europa. "Highways: cost and regulation in Europe", questo in particolare il titolo del convegno - organizzato dal dipartimento di Scienze economiche dell'Università degli studi di Bergamo - che si svolgerà presso la sala convegno della Facoltà di Economia in via dei Caniana 2. I testi delle relazioni potranno essere "scaricati" dal sito dell?ateneo.

Il settore delle autostrade richiede investimenti molto rilevanti, ponendo ad amministratori, economisti ed opinione pubblica una serie di quesiti: è preferibile finanziarli con imposte o con pedaggi? Quale ruolo può svolgere il "project financing" nella costruzione di nuove infrastrutture? Quali vantaggi vi sono nell'affidare costruzione  e gestione a concessionari privati? Come regolamentare gli aggiustamenti tariffari? Come gestire il problema della congestione del traffico, sia nella rete stradale che nelle città? Quali politiche per il settore si stanno preparando a livello europeo?

Questi temi verranno trattati sia a livello teorico e generale, sia con riferimento alla situazione specifica di una dozzina di paesi, per i quali verranno presentati dei "country studies".

Il convegno è in inglese, con una sessione del sabato mattina in italiano, che verrà dedicata in particolare all'esame dell'esperienza e delle prospettive in Italia.

L'iniziativa, promossa dal prof. Giorgio Ragazzi dell'Università degli studi di Bergamo, è frutto anche della collaborazione con vari accademici dell'Università Cattolica e del Politecnico di Milano. Molti gli esperti a livello internazionale che porteranno il loro contributo. Fra la quarantina di relatori ricordiamo ad esempio Marco Ponti (Politecnico), Pippo Ranci (Università Cattolica di Milano e già authority per l'energia), Andrea Boitani (università Cattolica di Milano), Francesco De Filippis (Corte dei conti).