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Mario Corona (a cura di),
Incroci di genere. De(i)stituzioni, transitivitą e passaggi testuali,
Bergamo, Edizioni Sestante, 1999.
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Incroci di genere raccoglie i contributi offerti al Primo Seminario del Centro di Studi sui Linguaggi delle Identitą dell'Universitą di Bergamo, tenutosi il 18 maggio 1999. Per quella occasione inaugurale i cinque componenti del Comitato Scientifico Nazionale hanno voluto presentarsi insieme, come gruppo di lavoro impegnato in un discorso polifonico sul gender, ovvero sulla categoria critica che mette in discussione i generi sessuali in quanto costruzioni ideologiche. Partendo dalle elaborazioni teoriche sviluppate nell'ultimo trentennio in ambito soprattutto anglo-americano, abbiamo voluto seguire la traccia del gender nei suoi incroci con i pił vari elementi costitutivi di una cultura letteraria in uno specifico momento storico: dalla classe alla razza ai generi letterari alle dinamiche di mercato fino ai meccanismi di codificazione dei linguaggi. I saggi iniziali prendono per oggetto della loro indagine due opere contemporanee: un romanzo italiano degli Anni Settanta (La maschia, di Vittorio Pescatori), e un volume di poesie di Adrienne Rich, nelle quali si esprime un punto di vista paradigmaticamente gay e lesbico elaborato in anni di profondo rivolgimento sociale e politico. Nella seconda parte del volume, fra Ottocento e Novecento, fra ideali artistici elitari e mercato di massa, fra l'antico monopolio culturale maschile e l'irrompere di scrittrici di grande successo come Louisa May Alcott, campeggia la monumentale figura di Henry James, celebrato maestro di sublimi ambiguitą e sottigliezze, qui visto come queer monster, ma anche come ambizioso imprenditore di una carriera letteraria che doveva essere esemplare. |