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Lo Duca, Maria Giuseppina - Costruire un sillabo di italiano L2: quali suggerimenti dalla linguistica acquisizionale?
Se per 'sillabo' si intende l'individuazione e la messa in sequenza dei contenuti in un programma di insegnamento linguistico, non ci possono essere dubbi sul fatto che la linguistica acquisizionale abbia molto da suggerire alla programmazione didattica. La scoperta che l'acquisizione di una lingua non materna avviene per tappe obbligate, che ricorrono con sorprendente regolarità in apprendenti diversi (per L1, per età, per esposizione alla L2 ecc.), obbliga l'ideatore di un sillabo a misurarsi con le sequenze acquisizionali già individuate, per riuscire, con qualche certezza in più, a programmare ciascun intervento didattico al 'momento giusto'. Tale momento è dato dallo stato di avanzamento delle conoscenze e delle abilità dell'apprendente: ogni contenuto andrebbe infatti proposto solo quando l'apprendente è pronto a recepirlo, vale a dire ha maturato i prerequisiti - cognitivi, linguistici, comunicativi - che lo rendono disponibile a notare il nuovo contenuto, individuarne (in modo più o meno consapevole) le proprietà e gli ambiti d'uso, assumerlo nel proprio bagaglio linguistico. Proporre nell'insegnamento scolastico un qualunque contenuto - sia esso di tipo formale, sia esso di tipo funzionale - troppo presto, o troppo tardi, significa molto semplicemente votarsi al fallimento nel primo caso, perdere tempo nel secondo.
Sembra una impostazione del tutto ragionevole e condivisibile. Ma è nell'immediato già praticabile? E se sì, in che modo e con quali strumenti? L'esperienza maturata nella costruzione di un sillabo dedicato a un particolare tipo di pubblico (studenti universitari in scambio) fornirà l'occasione per discutere di questi temi e ragionare assieme su alcune possibili ricadute didattiche della linguistica acquisizionale, relativamente al tema della programmazione.