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7 maggio - Apprendimento esperienziale, educazione, formazione. I "metodi attivi" nella didattica universitaria - seminario proposto dalla Facoltà di Scienze della Formazione


Presentazione del Seminario «L'art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani afferma che il fine dell'istruzione (educazione) è il "pieno sviluppo della personalità umana" ed il "rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali". Ciò vuol dire, come riconosceva Piaget, "formare degli individui capaci di autonomia intellettuale e morale". È questo un problema fondamentale di tutta l'educazione: come è possibile formare delle "personalità autonome" per mezzo di metodi che implicano, in diversa misura, una costrizione intellettuale e morale? L'esigenza che i metodi formativi ed educativi permettano lo sviluppo di attività spontanea e libera in un ambiente sociale caratterizzato dalla cooperazione è stata ampiamente riconosciuta, ma forse non sempre adeguatamente praticata. Occorre quindi rafforzare il riferimento ad un buon paradigma che possa rivoluzionare la visione tradizionale dei processi educativi per coniugarlo a pratiche che non siano la semplice applicazione di teorie pedagogiche.
Riconsiderare l'esperienza e l'apprendimento esperienziale è una via per trascendere la dicotomia teoria-prassi. Anche l'Università si deve interrogare rispetto alla possibilità di praticare nuovi metodi educativo-formativi, soprattutto nella nostra Facoltà, dedicata alla "formazione dei formatori". Partire da questi interrogativi significa, per l'Università, ripensare il processo educativo in tutte le sue dimensioni: dalla concezione dell'uomo come persona attiva, al contesto educativo, fatto di spazi, materiali, relazioni, alla concezione di apprendimento, alla rivalutazione di nuove metodologie che permettano di esprimere le potenzialità di ognuno, alla valutazione dei curricula e delle loro "costrizioni". Da qui e dal percorso fatto dalla nostra piccola comunità di ricerca in questi anni, nasce la convinzione che i metodi attivi e i laboratori possano restituire consapevolezza al processo educativo e formativo, favorendo la piena conoscenza e attività a tutti gli attori che entrano in gioco nel processo di apprendimento».