|
 |
|
Identificazione delle più recenti strutture fortificate e
riconoscimento delle evidenze storiche sopravvissute
Resti delle mura romane sono individuabili nei
tratti di via Vagine, sotto il convento del Carmine, e di via degli
Anditi (cinque arcate a ovest dell’attuale funicolare); presentano
caratteri analoghi, pur avendo subito trasformazioni nel corso del
tempo. Sono composte da spine di muro di varia sporgenza e altezza
coperte con volta a botte; alcune arcate nel fondo si concludono
a semicerchio con copertura a quarto di sfera. Sul piazzale della
Rocca è invece visibile un tratto di basolato di epoca romana,
rinvenuto sotto via Gombito e sotto via Tassis).
Imponenti resti di opere fortificate medievali
si possono ancora osservare in corrispondenza del vicolo S. Carlo
e del vicolo delle Torri. Di alcune porte rimangono oggi visibili
tracce, come della cosiddetta Porta Penta, individuabile lungo via
Porta Dipinta, e la porta dei Sanici eretta fuori Borgo Canale nel
1256; risultano in discreto stato di conservazione le strutture
della stongarda di Longuelo e della porta Sub Foppis, sotto cui
passa via della Fara. Anche lungo l'attuale via S. Lorenzo sono
chiaramente identificabili le tracce dell'antica porta settentrionale
della città. Porzioni della pusterla medievale sul lato ovest
della cittadella sono stati rese visibili a seguito di restauri
eseguiti nel 1960 e tracce dell'imposta di un arco di un'altra pusterla
sono tuttora visibili in via S. Lorenzino. Seppure in parte demoliti
ed occultati da costruzioni successive alcuni tratti delle murature
medievali sono ancora visibili lungo il tracciato; anche sotto la
Boccola, se non si considera la vegetazione che li ricopre, sono
identificabili i resti di murature e di una torre a base circolare.
Alcune tracce di un borgo fortificato sono attualmente identificabili
lungo l'attuale via Pelabrocco. Numerose risultano ancora oggi le
tracce di torri medievali in discreto stato di conservazione distribuite
sia all'interno della cinta fortificata sia nel vasto suburbio della
città. Per citarne solo alcune: torre di Astino, torre del
Polaresco…
Molto compromesse da interventi successivi rispetto all’impianto
medioevale risultano le strutture murarie della Rocca, della Cittadella
e del Castello di S. Vigilio. Alcune parti della porta-torre che
costituiva l'accesso alla Firma Fides sono ora visibili
nel primo cortile del Seminario, dove vennero collocate nel 1958.
I diversi momenti della costruzione e comunque delle successive
ricostruzioni che interessarono le Muraine erano
testimoniati dalle differenti qualità del muro rilevate da
Elia Fornoni al momento della loro demolizione.
L'abbattimento della cinta daziaria all'inizio del XX secolo portò
alla scomparsa pressocché totale della vasta cerchia. Alcuni
piccoli tratti, pur abbassati e decapitati delle merlature, sono
visibili in via Camozzi, lungo via Lapacano e alle spalle dell'Accademia
Carrara; anche tra la via S. Bernardino e via Moroni ne rimangono
alcuni lembi racchiusi tra case. Della strada di ronda, che seguiva
internamente il tracciato delle mura, sopravvive, celato tra edifici,
il breve tratto tra via Cologno e via Tiraboschi.
|
|



|
 |
 |
| 

|
|
|
|
|
|
|