Presentato il XXI Rapporto AlmaLaurea 2020 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati

Il 18 giugno 2021, presso l'Aula Magna dell'Università degli studi di Bergamo, è stato presentato il XXIII Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati.

Le Indagini hanno coinvolto 76 università a oggi aderenti al Consorzio Interuniversitario. Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di 291 mila laureati nel 2020:

  • 165 mila laureati di primo livello
  • 89 mila dei percorsi magistrali biennali
  • 36 mila a ciclo unico

Il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati ha analizzato 655 mila laureati di primo e secondo livello nel 2019, 2017 e 2015 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

I laureati nel 2020 dell'Università degli studi di Bergamo coinvolti nel XXIII Rapporto sul Profilo dei laureati sono 3.898:

  • 2.589 di primo livello
  • 1.234 magistrali biennali
  • 72 a ciclo unico
  • i restanti sono laureati in altri corsi pre-riforma

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 5,0%, mentre il 3,7% dei laureati proviene da fuori regione. 

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 5.848 laureati dell'Università degli studi di Bergamo.

Laureati triennali: a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è del 76,2%.

Laureati magistrali e a ciclo unico: a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’80,1%, mentre a 5 anni sale al 92,8%.

È stato presentato questa mattina presso l’Università La Sapienza di Roma, il XXI Rapporto AlmaLaurea 2019 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati nel 2018 presso le 75 Università aderenti al Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.

Le indagini, che hanno coinvolto oltre 280 mila laureati nel 2018 sono state presentate durante il Convegno “Università e mercato del lavoro”, organizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e il sostegno del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Soddisfatto del dato bergamasco, il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, sottolinea: «Anche quest’anno il nostro ateneo si distingue nel panorama nazionale posizionandosi, sul piano occupazionale, sopra la media. Si rivela quindi funzionale e al passo con i tempi la scelta di attivare piani di studio con una buona componente pratica, sviluppata in forte sinergia con il territorio, e finalizzati alla creazione di nuove figure professionali, come i più recenti corsi Smart technology engineering, Analisi e pianificazione territoriale, urbana, ambientale e valorizzazione del paesaggio, Psicologia della salute nei contesti sociali, Informazione e giornalismo e Geometra Laureato. Strada confermata anche dai dati emersi dal rapporto AlmaLaurea 2019»

Dal punto di vista occupazionale emerge, infatti, che il tasso di occupazione degli studenti supera di qualche punto percentuale la media italiana, dato che potrebbe essere collegato anche al voto medio di laurea, particolarmente elevato nell’ateneo bergamasco: 99,5 su 110 (97,1 per i laureati di primo livello e 105,2 per i magistrali biennali).

L’Indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 4.969 laureati dell'Università di Bergamo. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2017 intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2013 e intervistati dopo cinque anni. Per i laureati nel 2017 il livello d’occupazione è dell’82,6% (72,1% in Italia) per titoli di laurea triennale e del 79,8% (69,4% in Italia) per titoli di secondo livello. A 5 anni dal conseguimento della laurea di secondo livello, il tasso sale al 91,3% (85,5% in Italia).