Discorso di benvenuto alle matricole 2019/2020

Ritratto del Rettore Remo Morzenti Pellegrini in S. Agostino

Ho voluto essere presente qui per accogliervi e per augurarvi buon lavoro per il corso di studi che iniziate ad affrontare oggi.

È una giornata importante questa: state per intraprendere un percorso straordinario, che vi porterà all’esplorazione della conoscenza e della cultura.

Oggi inizia una meravigliosa avventura, che vi auguro di vivere in pieno, giorno dopo giorno. L’Università è per eccellenza il luogo di produzione e di diffusione del sapere e della conoscenza. Lo studio universitario conduce infatti all’autonomia di pensiero che ciascuno deve avere per approcciarsi criticamente alla vita, alimentando il dubbio e la curiosità. È pertanto lo strumento principale per costruire la propria libertà ed un’occasione privilegiata per capire la vita.

Occorre tuttavia persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso. Non è solo un lavoro intellettuale, ma anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un àbito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza.

Non lasciatevi perciò ingannare dai falsi miti che profetizzano ai più giovani un successo veloce ed immediato, che non richiede alcun sacrificio.

Auspico per Voi che i banchi dell'università non siano solo il posto su cui leggere libri e dispense e che le aule non debbano essere solo il luogo in cui ascoltare i docenti, o sostenere gli esami. I professori, i ricercatori e il personale amministrativo sono impegnati, giorno dopo giorno, a far sì che questa università sia la vostra casa, il posto in cui potrete crescere e maturare. Non solo il mezzo per ottenere un titolo, ma il veicolo per diventare uomini e donne in grado di prendere in mano la società in cui vivrete.

L’Università, ancor prima che un luogo di trasmissione del sapere, è infatti un luogo dove si formano coscienze critiche, dove si educano i giovani ai rapporti solidaristici con le altre persone.

L’Universitas, infatti, è una comunità di sapèri che convivono in armonia, un luogo di comunicazione e di circolazione del pensiero attraverso le relazioni personali. In ragione di ciò, la nostra Università crede molto nell’interdisciplinarità, intesa epistemologicamente come la collaborazione fra discipline diverse o fra settori eterogenei atte a divenire interazioni vere e proprie, reciprocità di scambi, tali da determinare mutui arricchimenti, volti alla costituzione di un sistema strutturale senza frontiere stabili tra discipline. Ma soprattutto, tra persone.

Il mio invito rivolto a voi tutti vuole essere quello di essere protagonisti di questo eccezionale periodo della vostra vita. Questo protagonismo lo dovete costruire giorno dopo giorno, nella consapevolezza che l’Università è una Comunità nella quale voi studenti siete al centro. Vi esorto pertanto ad essere curiosi e consapevoli.

Curiosi di imparare nuove discipline, di apprendere nuovi saperi, ma soprattutto di com-prendere il mondo che vi circonda. Ma anche consapevoli che l’Università, e in genere il mondo della formazione, serve innanzitutto a formare non specialisti, ma persone. Noi professori abbiamo il dovere di formarvi al meglio ed essere per voi un punto di riferimento. Voi studenti avete invece il dovere di impegnarvi con impegno, assiduità e passione. Solo così lo studio non diventa una fatica che a volte può apparire insuperabile.

Il lavoro del docente oggi è quindi, ritengo, ancora più decisivo nella formazione dell’individuo e l’incontro con un docente, come quello con certi libri o con certe opere d’arte, può cambiare anche profondamente la vita di una persona, come è successo a tanti di noi.

Ogni studente è prezioso, e ogni studente va aiutato e portato all'eccellenza nei modi e nei tempi che occorrono individualmente. Voglio pertanto ringraziare chi si occupa dei più deboli e degli studenti che partono con qualche svantaggio.

L’Università degli studi di Bergamo è un’università giovane, moderna, europea, che guarda al futuro. È un luogo di scambio internazionale, con sempre più studenti che trascorrono un periodo all’estero, grazie ai programmi Erasmus e ai percorsi di studio a doppio titolo. Sono in crescita anche le presenze di studenti stranieri che vengono da noi da ogni parte del mondo. Sfruttate ogni potenzialità e ogni opportunità che vi verrà offerta.

Un importante latinista scomparso pochi giorni fa, Alfonso Traina, ci ha detto che: “Insegnare è comunicare, uscire da se stessi per ritornarvi arricchiti dal contatto con gli altri, con i giovani, con la loro freschezza, con la loro fiducia nella vita, a controbilanciare il pessimismo di chi veramente giovane, forse, non è mai stato”.

Per rinunciare a essere allievi, bisogna riconoscere di esserlo stati e di avere avuto uno o più maestri.

Ed è con questo pensiero che vi auguro buon lavoro e vi do il benvenuto all’Università degli Studi di Bergamo, la Vostra Università, che – me lo auguro - sarà la vostra casa. Proprio per questo, rispettatela e vivetela fino in fondo, e ricordatevi: L’università dove ci si laurea è come il luogo dove si nasce, resta per tutta la vita. Benvenuti, dunque.

Ora siete studenti di Unibg. E lo sarete per sempre!

Il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini