Salvecchio

A Salvecchio ha sede il Rettorato dell'Università degli studi di Bergamo.

Dove

Come arrivare

AUTOBUS

Linea 1 - parte da Città Alta (Colle Aperto) con una frequenza di 15', transita dal viale delle Mura, Porta S. Agostino, viale Vittorio Emanuele, Porta Nuova, quindi si dirama nelle corse limitate alla stazione e in quelle dirette a Torre de' Roveri (A), Scanzo (B), Grassobbio (C), aeroporto e ritorno.

Linea 3 - parte dall'Ostello di Bergamo, percorre viale Giulio Cesare e davanti allo stadio gira in via Crescenzi, poi via Baioni, via Maironi da Ponte, Porta S. Lorenzo, via della Fara, viale delle Mura, indi via S. Giacomo e fa capolinea in piazza Mercato delle Scarpe (stazione funicolare) proseguendo poi da via Porta Dipinta. Per l'interscambio si consiglia il parcheggio dello stadio.

Funicolare - collega viale Vittorio Emanuele a Piazza Mercato delle Scarpe (in coincidenza con la Linea 1).

Prima del campus

Sorto su un vasto terreno occupato in precedenza da vecchi stabili, il palazzo venne progettato nel 1615 dall’architetto veneziano Vincenzo Scamozzi per conto del cavaliere Bartolomeo Fino, appartenente ad una famiglia presente in città dal 1555. Passato più volte di proprietà tra i Fini ed i Carrara Benaglio durante il Cinquecento, nel 1671 vi subentrano i Colleoni e nel 1754 i Roncalli, che commissioneranno la ristrutturazione neoclassica all’architetto Francesco Lucchini. È poi la volta dei Rota, dei Quattrini ed infine dei marchesi Terzi di Sant’Agata. Il Comune di Bergamo acquista il palazzo nobiliare nel 1960 e lo destina a sede del Liceo Artistico, mentre negli anni Settanta gli urgenti lavori di restauro porteranno ad accogliere la Facoltà di Lingue. Ancora oggi, varcando l’ingresso di Via Salvecchio, si riconoscono tre nuclei di fabbrica ben distinti: il fronte con il vestibolo ottagonale a volta e la corte rettangolare con scala a tenaglia fanno parte dell’intervento neoclassico; i caseggiati medioevali appartenuti fino all’Ottocento ai Colleoni disposti a nord-ovest; la porzione a nord su Via San Salvatore acquistata nel secolo scorso dal Comune.