Inaugurazione dell'Anno accademico 2019/2020

In diretta dall'Aula Magna

Il 9 ottobre è arrivato il via libera del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti per il conferimento, su proposta del nostro ateneo, del dottorato honoris causa in Studi Umanistici Transculturali alla Senatrice a vita Liliana Segre.

Il conferimento avverrà in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico.

Le parole del Rettore

Salutiamo con grande soddisfazione il via libera del Ministro al dottorato honoris causa che la nostra università conferirà alla Senatrice Segre durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020, il prossimo 29 novembre.

Il conferimento del massimo titolo accademico alla senatrice Liliana Segre vuole rappresentare un ulteriore e sentito riconoscimento non solo per le testimonianze e pubblicazioni effettuate ma soprattutto per l’attività svolta nella promozione della consapevolezza in tema di tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali e inalienabili degli individui. 

Oltre all’elevato valore storico-memorialistico, assume anche una dimensione etica e educativa: il suo impegno negli incontri con le giovani generazioni si configura infatti come una vera e propria missione educativa, facendo capire quanto cruciale e indispensabile sia il consolidamento e il radicamento dei valori della dignità umana, dell’eguaglianza, del rispetto e della promozione dei diritti

 
Il dottorato in Studi umanistici transculturali

Il dottorato in Studi umanistici transculturali dedica particolare attenzione alla formazione storico-culturale dei giovani laureati che intendono intraprendere la ricerca scientifica, ed è quindi onorato di poter conferire il titolo di dottore di ricerca a Liliana Segre, per la sua elevatissima e nobilissima opera di testimonianza e per il suo meritorio lavoro nella promozione della conoscenza storica diffusa e radicata nelle coscienze di tutti.

 

Liliana Segre: una vita dedicata all'impegno civile

Liliana Segre fu deportata a soli tredici anni al campo di concentramento di Auschwitz, dove fu separata dal padre - che non rivide mai più - e dove perse anche i nonni paterni.

Negli ultimi trent’anni ha dedicato gran parte delle proprie energie all’impegno civile della testimonianza, raccontando la propria esperienza sempre senza odio né senso di vendetta.
Si è fatta promotrice di una straordinaria campagna contro l’indifferenza, contro la violenza e contro il razzismo, in tutte le sue forme e in tutte le sue articolazioni.

Ha rivolto le sue parole, sobrie, nitide e forti, soprattutto ai giovani, affinché non si perdano mai il diritto e il rispetto per le persone. In questi anni, con un impegno assiduo che non è mai venuto meno, ha incontrato quasi trecentomila giovani nelle scuole e nelle università, partecipando a numerose iniziative culturali e civili sulla Shoah.

Per il suo impegno di testimonianza ha ricevuto numerose onorificenze tra cui quella di Commendatore al merito della Repubblica, oltre a due lauree ad honorem: in Giurisprudenza dall’Università di Trieste nel 2008, in Scienze Pedagogiche dall’Università di Verona nel 2010; nell’ottobre 2018 l’Università degli Studi dell’Adriatico “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara le ha conferito il titolo di “Membro onorario del Corpo Accademico”.

Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

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